Riconoscendo che una persona è in necessità …, ti si apre il cuore all’amicizia e a ciò che puoi offrirle in suo aiuto. Se ci siamo trovati a vivere situazioni del genere, avendo dato…, si viene poi a scoprire di aver a nostra volta ricevuto. Vedere uno in difficoltà e che per il tuo gesto riacquistare il sorriso, la fiducia nella vita e in ciò che di importante sta a cuore a tutti noi, ti sembrerà quasi inverosimile che tu abbia potuto procurare questo quasi miracolo. Tu stesso nel contempo ti senti più grato alla vita, fiducioso nel prossimo, riconoscente a Dio creatore e a Gesù Salvatore. L’episodio della prima lettura ci narra come la famiglia che, avendo accolto e rifocillato il profeta di Dio, ha ottenuto quanto mai avrebbe immaginato e desiderato: un figlio per l’intervento dell’onnipotenza di Dio. Gesù dice nei particolari: “Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto”. L’amore vero ci deve portare a non anteporre nulla alla verità, alla giustizia, neppure il legame del sangue, cioè un tuo familiare. Ad essere ulteriormente espliciti: se un mio familiare avesse compiuto qualcosa di male, e non di poco conto, io non potrei in tribunale giurare il falso per difenderlo, perché darei più importanza al consanguineo che alla verità e alla giustizia, e per il mio comportamento ne avrebbero a soffrire gli innocenti. Quando si parla e ci si lamenta del clientelismo, del non avere a cuore il bene comune, siamo in quest’ordine di idee. Ricevere il Battesimo, morire all’uomo vecchio fatto di peccato e rinascere creature nuove nella giustizia e santità, divenire discepoli di Gesù, è anche tutto questo. Perciò preghiamo: L’Eucarestia che abbiamo offerta e ricevuta sia per noi principio di vita nuova, perché portiamo frutti che rimangano per sempre. Amen. Padre Nicola, sacerdote redentorista