Il Vangelo di questa Domenica ci ricorda gli atteggiamenti che ogni credente, e direi ogni uomo, deve avere indipendentemente dalla sua fede religiosa e dall’ideologia politica. “Piccolo” è chi riconosce i propri limiti, la propria fragilità, oltre a ciò che è di meraviglioso, e sente di aver bisogno di qualcuno e di Dio. Il brano evangelico, se parla con un certo disappunto dei “colti e intelligenti”, non si riferisce a coloro che con fatica cercano la verità e il miglioramento delle condizioni di vita personale e collettiva; tutt’altro! Si intende piuttosto quell’atteggiamento che hanno gli scribi e i farisei, che pensano, o vogliono far credere, di sapere tutto, di essere con la coscienza a posto anche dinanzi a Dio e di non aver bisogno di nessuno. All’autosufficienza per di più uniscono il disprezzo degli altri, come Gesù ben ci illustra nella parabola de “Il Fariseo e il pubblicano” e in vari altri discorsi.
Leggiamo ancora nel Vangelo: “Signore, abbi misericordia di me peccatore”; “Signore, io credo, ma aumenta la mia fede”; “Signore, se vuoi puoi guarirmi”. È a uomini e donne come questi che Gesù dice: “Voi tutti che siete affaticati e oppressi, venite a me, ed io vi ristorerò”. Gesù, quale amico buono e sincero, chiama a sé tutti coloro che sono affaticati e appesantiti dalle difficoltà della vita: le folle prive di speranza, oppresse dallo strapotere dei ricchi, colpite dalla violenza della guerra, dalla fame, dall’ingiustizia, dalla malattia. Sì, per tutti costoro oggi risuonano le parole: “Venite a me, ed io vi darò ristoro”.
Riposarsi, nutrirsi della parola di Gesù
Si comprende perché il giogo di Gesù è dolce e leggero, a differenza di quello dei farisei duro e insopportabile. Perciò Gesù aggiunge: “Imparate da me che sono mite ed umile di cuore”. Imparare da Lui, divenire suoi discepoli significa avere lo spirito di Cristo, impegnandoci per l’avvento della giustizia e l’allontanamento di ogni forma di violenza. Il nostro impegno e la grazia che viene dall’alto miglioreranno le sorti di questa nostra società.
Con Gesù diremo: “Ti benedico, o Padre …” ! Amen .
Padre Nicola, sacerdote redentorista