Ci sarà capitato di ascoltare, o noi stessi di pronunciare, frasi come: “Lo faccio se mi sento …, quando mi sento …, se mi va ..”. Se una cosa è importante la si deve fare anche se non se ne ha voglia. Ad essere più espliciti porto qualche esempio. Una mamma che ama la famiglia e ha dei bambini da accudire si alza la mattina anche se la notte non ha chiuso occhio e fosse febbricitante. Quanti nostri connazionali dopo la guerra sono andati all’estero, affrontando indicibili sacrifici, per procurare il pane per la famiglia. Non sono partiti per svago, o per fare delle crociere. L’apostolo Paolo esorta: “Non conformatevi alla mentalità del nostro mondo, ma lasciatevi trasformare, rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a Lui gradito e perfetto”. Era così importante ciò che Gesù avrebbe dovuto dirci e darci che Dio Padre ci ha tanto amato da mandarci il suo Figlio prediletto, pur sapendo che lo avremmo fatto morire su una croce. Gesù per salvarci ha detto sempre e tutta la verità sulla vita, sulla morte, sulla risurrezione e sulla cattiveria umana affrontando qualunque sacrificio. Il profeta Geremia e l’apostolo Pietro dapprima la pensavano in un certo modo. “Potevo starmene tranquillo a lavorare i campi”, diceva Geremia. “La sofferenza e la morte in croce non ti accadranno mai”, diceva Pietro a Gesù. Geremia però riconosce di essere stato sedotto da Dio e in nome di Dio denuncerà il male del suo popolo e tutto ciò che andrà fatto, costi quello che costi. Pietro un giorno dirà a Gesù: “Maestro, ti seguirò ovunque; sono pronto a morire per Te”.
Ora ci appare più che logica la preghiera posta all’inizio della celebrazione: Rinnovaci con il tuo spirito di verità , o Padre, perché non ci lasciamo deviare dalle seduzioni del mondo, ma come veri discepoli sappiamo discernere ciò che è buono e a te gradito per portare ogni giorno la croce sulle orme di Cristo nostra speranza. Amen.
Padre Nicola Fiscante, sacerdote redentorista,