Non ne sappiamo mai abbastanza…, si deve far di più e meglio… Per favorire la riflessione
Salire sul monte, appartarsi, uscire dall’ordinario quotidiano, per poter più liberamente riflettere, percepire altre voci, vedere meglio e un po’ più lontano.
Sul monte Mosè riceve i 10 Comandamenti
“ “ il profeta Elia incontra Dio
“ “ Gesù proclama le Beatitudini
“ “ Gesù si trasfigura
“ “ Gesù ascende al cielo.
La Trasfigurazione di Gesù
Gesù sul monte si trasfigura e il suo volto brilla più del sole; non è una luce riflessa, Lui stesso è la luce; un volto bellissimo! È il più bello tra i figli degli uomini! Teniamolo ben presente, perché presto gli uomini sfigureranno quel volto; il Venerdì Santo Gesù non avrà più l’aspetto di un uomo, tanto gli uomini l’avranno sfigurato! A tanto giunge la cattiveria umana; questo fa il peccato!
La nostra Trasfigurazione
Non possiamo non pensare alla creazione, allorché Dio, e noi con Lui, vide che tutto era buono, e con l’uomo e la donna, fatti a sua immagine e somiglianza, una meraviglia!
Col peccato però l’uomo e la donna, abbrutiti dal male, sono divenuti irriconoscibili, proprio come il Gesù del Venerdì Santo.
Ma proprio il Gesù sfigurato dai nostri peccati e risuscitato il mattino di Pasqua può ridarci quel candore che abbiamo perduto. “Dove abbondò il peccato è sovrabbondata la Grazia”.
Da Gesù abbiamo ricevuto grazia su grazia; possiamo rinascere creature nuove, nella giustizia e santità, splendenti di bellezza.
In sintesi
Gesù è il Figlio di Dio, il Figlio prediletto del Padre, che noi dobbiamo ascoltare.
È innanzi a noi la figura di Abramo, nostro padre nella fede, che non deve offrire a Dio sacrifici, tanto meno fare del male al suo figlioletto Isacco, ma ascoltare Dio e fare quanto Dio gli indica. Dio non ha bisogno di sacrifici ma vuole giustizia e santità.
L’apostolo Paolo ci è di esempio di conversione; da persecutore dei cristiani è divenuto l’apostolo di Cristo presso le genti.
Sappiamo dunque chi guardare; abbiamo chi imitare. Amen!
Nicola Fiscante, sacerdote redentorista
(L’opera artistica allegata è di Lucio Schirru di San Sperate e ivi residente)