III DOMENICA di Quaresima (anno liturgico B) La segnaletica della vita… Avevo una decina d’anni e un giorno mi dissi: se non avessi conosciuto i 10 Comandamenti, sarei vissuto più libero, facendo qualunque cosa a mio piacere. Ma mi sbagliavo di grosso… I COMANDAMENTI sono la segnaletica per non sciupare la nostra esistenza, sono le indicazioni per vivere bene, rappresentano le esigenze più profonde del cuore umano. Fa’ il bene, non fare il male; l’altro è come te, con la tua stessa dignità, con gli stessi tuoi diritti e doveri; fa’ come vorresti che gli altri facciano, non fare agli altri quello che non vorresti che gli altri facciano a te. Sono la verità che ci illumina per vivere bene, nella libertà. Esaminiamone alcuni aspetti. Per più facilmente comprendere ad esempio la realtà dell’adulterio pensiamo al verbo adulterare, falsificare, contraffare. “Non commettere adulterio” significa che io non debbo falsificare la realtà; incontrando un uomo o una donna sposati, non posso considerarli come non lo fossero. Inoltre mi piace pensare il comandamento riferito non solo nei riguardi della famiglia, ma ad ogni altra realtà. Ciò che non è mio, ad esempio, fosse pure il bue, l’asino o la moglie del mio prossimo, non posso appropriarmene, neppure col desiderio; non mi appartengono. Un’altra legge di vita “Onora il padre e la madre” significa che il figlio deve comportarsi da essere un onore per i genitori avere dei figli così; la stessa cosa dicasi dei genitori: sia un onore per i figli avere genitori simili. Questo parlando delle nostre relazioni interpersonali; possiamo esprimerci allo stesso modo nei riguardi di Dio. Potremmo pensare anzitutto a Dio quale essere intelligente che ha progettato l’universo nella perfezione delle leggi e dei movimenti del micro e macro cosmo, come si esprimeva Einstein; noi però ci soffermiamo su un Dio che si è fatto conoscere in Gesù Cristo e prima ancora attraverso i profeti. “Nessuno ha mai visto Dio, il Figlio unigenito ce lo ha rivelato”, dice l’evangelista Giovanni. “Chi vede me, vede il Padre”, dice lo stesso Gesù. Il Dio che ci parla è un Dio che è entrato nella storia dell’umanità: “Ti ho fatto uscire dalla schiavitù d’Egitto; ti ho dato manna e acqua nel deserto; ti ho inviato il mio Figlio”. “Ti dico queste parole perché tu viva, viva a lungo e sia felice”. Nei suoi rapporti con noi Dio si è espresso in termini matrimoniali. “Tu più volte, popolo mio, mi hai tradito, ma io mai verrò meno al patto di amore; tu per me sarai sempre la sposa amata della giovinezza”. Nominare Dio fuori posto, o bestemmiarlo, è falsificare la verità, la realtà; è commettere adulterio. Come non ascoltare, benedire e ringraziare un Dio così?! In conclusione Dei Comandamenti abbiamo bisogno; sono regole attuali, sono le leggi dei sentimenti che ci aiutano a vivere e favoriscono la libertà. La celebrazione eucaristica domenicale ci aiuta a crescere nella fede e nell’amore. Ne ringraziamo il Signore. Amen !
Nicola Fiscante, sacerdote redentorista