Per Israele… Un popolo, che non era popolo, fu liberato dalla schiavitù d’Egitto, attraversò il Mar Rosso e il deserto, fu nutrito di manna, di acqua dalla roccia, fu illuminato dai profeti, fu in esilio e ritornò dall’esilio; fu ricostruito il Tempio. Dio è intervenuto nella storia di questo popolo.
Per i contemporanei di Gesù… L’episodio del Vangelo è una novità impensabile per i contemporanei di Gesù e lo è rimasta per troppa gente fino ai nostri giorni. In termini di codice penale italiano fino al 1975 era punibile solo l’adulterio della donna; si diceva apertamente: “L’uomo è uomo”! L’uomo, il fidanzato, il marito certe cose se le potevano permettere, ma guai se lo avesse fatto la fidanzata o la moglie! Per Gesù invece il peccato della donna non è più grave di quello degli uomini: “chi di voi è senza peccato scagli per primo la pietra contro di lei”. Ma perché non hanno portato anche l’uomo con cui hanno colto la donna in flagrante adulterio?! Certo la donna non ha agito bene! “Va’, e non peccare più”, le dice Gesù; ma non devono peccare neppure gli uomini. Non c’è né maschilismo, né femminismo; uomo e donna sono della stessa dignità e potrebbero avere la stessa debolezza. “Vi è stato detto …, ma Io vi dico …”. Con Gesù diventiamo una creatura nuova; le cose di prima sono passate. Per la Chiesa e il mondo di oggi… Gesù ci ha reso visibile l’immagine dell’invisibile Dio; avendo conosciuto Gesù, sappiamo come la pensa ed agisce Dio. Con Gesù morto e risorto abbiamo anche la certezza della vita oltre la morte, bella o meno a seconda di come si è vissuti, perché Dio non fa privilegi o torto a nessuno. L’apostolo Paolo di fronte a queste sublimi verità e a tutto l’insegnamento di Gesù ritiene di nessuna importanza l’appartenenza all’uno o all’altro popolo, la pratica di certi riti esteriori, quale ad esempio la circoncisione per Israele, o altre tradizioni di uomini. In conclusione È bello rinnovare la nostra fede in Dio con le parole di Pietro Metastasio: Dovunque il guardo giro, immenso Dio, ti vedo; nell’opere tue t’ammiro, ti riconosco in me. La terra, il mar, le sfere parlan del tuo potere; tu sei presente in tutti, ma di più lo sei in me.
Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate,