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Thu, Apr

II° Domenica di Pasqua. Credere che Gesù sia risorto non è cosa da poco … .

Il Vangelo della Domenica
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Gli Apostoli dicono a Tommaso: Abbiamo visto il Signore risorto! A Tommaso ciò appare a dir poco inverosimile e afferma: Se non vedo i segni dei chiodi e la ferita nel suo costato, non crederò. Questo non perché fosse un cattivo discepolo, ma Tommaso vuole toccare con mano che Gesù sia veramente vivo per essere certo di non aver preso un abbaglio. Gesù non si scandalizza di tale atteggiamento e otto giorni dopo si ripresenta ai discepoli, invitando Tommaso a verificare i segni della Passione nel suo corpo risuscitato. L’Apostolo non ha più bisogno di toccare perché è lui stesso ad essere stato toccato da Gesù nella mente e nel cuore. Quel Venerdì Santo del “Maestro” e quanto segue… rappresenta fin dove giunge la cattiveria umana e quanto Dio ci ha amato. Tommaso potrà solo esclamare: Mio Signore e mio Dio…! Gli apostoli ben consapevoli di questi eventi iniziano la loro predicazione; molti diventano credenti e portano i loro malati perché bastava solo essere sfiorati dall’ombra dell’apostolo Pietro per essere guariti. I prodigi che il Signore opera si moltiplicano e il popolo contento benedice, loda, esalta gli apostoli. Gesù dopo la risurrezione fece molti segni per rassicurare i discepoli che era davvero vivo col suo corpo che era stato crocifisso e sepolto, ma non tutti sono stati scritti dall’evangelista Giovanni; quanto però è stato narrato di Gesù l’evangelista lo ritiene sufficiente perché noi crediamo che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e, credendo nel suo nome, operiamo la salvezza. nCome non ringraziare Gesù, gli Evangelisti e i testimoni del Risorto all’origine della nostra fede?! Il tutto si fa preghiera: Dio di eterna misericordia, rivivendo i misteri pasquali, come avvenne per Tommaso, si consolidi la fede e nella nostra vita si attui la salvezza.

Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate