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Thu, Apr

IV Domenica dopo Pasqua. Prudenti con gli sconosciuti…

Il Vangelo della Domenica
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Tempo fa avvicinandomi a delle pecorelle al pascolo, quella in prima fila, accortasi della mia presenza, guardò con sospetto lo sconosciuto; per fotografarle non ho potuto avvicinarmi più di tanto perché tutte sono andate via quasi correndo. Non ho avuto che da esclamare: Brave le pecorelle….! Non ci si deve fidare degli sconosciuti…! E poi alcuni, almeno nel Beneventano, si permettono di offenderle dicendo a delle persone superficiali: pecore foto piccolaCapisci quanto una pecora…! Esaminandoci riscontriamo che in tanti si ritrovano in gruppi discutibili, in sette pericolose, in movimenti che operano tutt’altro che per costruire una società nella verità, nella giustizia e nell’amore, vivono in movimenti religiosi che di Dio portano solo il nome. Gesù, il pastore buono e bello, avverte i discepoli e tutti: Siate prudenti…! “Chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta è pastore delle pecore; le pecore conoscono la sua voce e lo seguono. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me. Ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore”. Quanti lungo i secoli hanno lavorato nella verità e nella giustizia e hanno fatto progredire l’umanità; quanti, avvertendo di essere in errore, si sono ricreduti e si sono rimessi sulla retta via. Esaminando i vari personaggi della storia riusciamo facilmente a riconoscere i veri dai falsi maestri. Prendiamo quanto di vero e di buono ci viene proposto; rigettiamo il male. L’apostolo Paolo scrivendo ai Tessalonicesi ebbe a dire: esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono. (1Ts 5,21) Lo stesso apostolo fece l’amara esperienza di essere perseguitato da Giudei gelosi della sua predicazione e della conversione di tanti fratelli e sorelle e dovette rivolgersi alle genti di altre terre con la gioia sua e di quanti ebbero ad incontrarlo. In conclusione impegniamoci ad operare bene e a diffondere bene intorno a noi. Saremo benedetti da Dio, faremo parte di quella folla immensa che per l’eternità benedirà il Signore Gesù, non soffrendo mai più di alcun male e godendo di ogni bene, avendo fatto una bella storia di questa nostra umanità, con i nostri nomi iscritti indelebili nel libro della vita.
Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate