“La tua umiltà ti ha fatto ancora più grande”, recitava uno striscione in Piazza S. Pietro nei riguardi di Papa Benedetto che aveva dato le dimissioni. “Una persona mite ed umile è amata ancor più di una persona generosa”, leggiamo nel libro del Siracide. Il saggio è umile, medita e sa ascoltare; l’ignorante è superbo, non ascolta e parla, parla di tutto, parla su tutto rivelando tutta la sua pochezza. S. Agostino, come suo solito, anche su quest’argomento dice la sua:“Nulla sa, chi sa che sa; e chi sa che nulla sa, sa più di quanto sa”. Espressivo al riguardo lo slogan di una trasmissione radiofonica di qualche anno fa: “L’ignoranza fa più male della cattiveria”! ‘Mettersi al primo o all’ultimo posto’ riguarda piuttosto il cuore, più che le sedie e le poltrone. Scegliere i primi posti è porre se stessi davanti a tutti e a tutto: “sao tutto mi …, fo tutto mi … ”, si dice nella lingua veneta. Ripeto: non è questione di sedie, di galateo o di buone maniere, ma di stile di vita; si tratta del concetto che si ha di se stessi e del mondo in cui siamo immersi. È bene dunque vergognarsi della propria superbia, piuttosto che te ne facciano vergognare gli altri. Anni fa ho assistito ad una scenetta che in piccolo rivela quanto andiamo dicendo. Fuori di Chiesa gli sposi con i 4 testimoni erano in posa per una foto di rito, e una testimone, ripetendo al fotografo che lei doveva essere ripresa di profilo, suscitò la reazione della protagonista: ma guardi che la sposa sono io. Amore sincero, o ‘carità pelosa’ ?! Il “Non invitare a pranzo parenti ed amici”, suggerito da Gesù, non è certo nella linea della scortesia, o chiusura egoistica, bensì nel metterci in guardia da amicizia e generosità camuffate, pensando all’invito ricambiato; Invita chi l’invito non potrà ricambiartelo, e dimostrerai un cuore davvero generoso. Saggezza e bontà Essere saggi e umili, avere il cuore buono e generoso, rende l’esistenza più bella, amichevole e solidale, e ci assicura una eternità beata, come lo è già per Gesù risorto. Preghiamo ed auguriamo tutto ciò per una Chiesa più santa e una società più umana.
Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate