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Thu, Apr

XXXI Domenica (Anno liturgico C). CAMBIARE IN MEGLIO IL NOSTRO VIVERE …

Il Vangelo della Domenica
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L’episodio di Zaccheo è ricco di sapienza e di umanità; è scuola di vita perché le cose vadano meglio nel mondo e nella chiesa. Ci troviamo di fronte ad un uomo dalla vita non bella, non buona; lui stesso lo affermerà: “a chi ho rubato ….”; quindi non una vita onesta. Esaminiamo l’atteggiamento dei due personaggi: Gesù e Zaccheo. C’è trambusto in città, è arrivato Gesù di Nazaret, che alcuni dicono “il profeta” o addirittura “il Messia”. Zaccheo vuole andare a vederlo …! Ma c’è troppa gente …! Salirà su un albero per vederlo! Gesù va oltre ogni più rosea sua immaginazione; lo vede e si autoinvita a pranzo a casa sua. Zaccheo, che era aperto alla novità “voleva vederlo”, ed era disposto a sapere e fare qualcosa di più e di meglio, scese in fretta e pieni di gioia andarono in casa. Gesù non gli fece una predica, o chi sa quali rimproveri. Zaccheo, riconoscendo la sua vita non bella del suo passato, non si contentò di belle parole e di bei sentimenti, intese cambiare vita. Andò addirittura oltre ciò che esige la giustizia: “A chi ho rubato restituisco 4 volte tanto, e metà dei miei beni la do ai poveri”. A questo punto Gesù può esclamare: Oggi la salvezza è entrata in questa casa. I circostanti hanno avuto solo da criticare: “è andato in casa di un peccatore”; e son rimasti gli stessi di prima, a differenza di Zaccheo.
È ben chiara la lezione a questa scuola! Contro ogni buonismo e permissivismo bisogna dire che non si può assolvere chi, avendo sbagliato, non intende affatto cambiare la sua vita riprovevole; si può invece e si deve accogliere a braccia aperte colui che, qualunque cosa abbia commesso, è deciso a vivere nella verità e nella giustizia. Non è misericordia far finta che il male non sia male e lasciar correre. È vera misericordia aiutare tutti, nei modi più diversi come il buon cuore e la fantasia suggeriscono, a lasciare il male e scegliere il bene, ad abbandonare il proprio capriccio e la propria trasgressione, per una vita che abbia senso e rende questo mondo più abitabile. O Dio, tu ami tutti, hai compassione di tutti, aspetti che ciascuno si penta dei propri peccati. Grazie Gesù, nostro Dio, nostro salvatore!
Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate