L’episodio di Zaccheo è ricco di sapienza e di umanità; è scuola di vita perché le cose vadano meglio nel mondo e nella chiesa. Ci troviamo di fronte ad un uomo dalla vita non bella, non buona; lui stesso lo affermerà: “a chi ho rubato ….”; quindi non una vita onesta. Esaminiamo l’atteggiamento dei due personaggi: Gesù e Zaccheo. C’è trambusto in città, è arrivato Gesù di Nazaret, che alcuni dicono “il profeta” o addirittura “il Messia”. Zaccheo vuole andare a vederlo …! Ma c’è troppa gente …! Salirà su un albero per vederlo! Gesù va oltre ogni più rosea sua immaginazione; lo vede e si autoinvita a pranzo a casa sua. Zaccheo, che era aperto alla novità “voleva vederlo”, ed era disposto a sapere e fare qualcosa di più e di meglio, scese in fretta e pieni di gioia andarono in casa. Gesù non gli fece una predica, o chi sa quali rimproveri. Zaccheo, riconoscendo la sua vita non bella del suo passato, non si contentò di belle parole e di bei sentimenti, intese cambiare vita. Andò addirittura oltre ciò che esige la giustizia: “A chi ho rubato restituisco 4 volte tanto, e metà dei miei beni la do ai poveri”. A questo punto Gesù può esclamare: Oggi la salvezza è entrata in questa casa. I circostanti hanno avuto solo da criticare: “è andato in casa di un peccatore”; e son rimasti gli stessi di prima, a differenza di Zaccheo.
È ben chiara la lezione a questa scuola! Contro ogni buonismo e permissivismo bisogna dire che non si può assolvere chi, avendo sbagliato, non intende affatto cambiare la sua vita riprovevole; si può invece e si deve accogliere a braccia aperte colui che, qualunque cosa abbia commesso, è deciso a vivere nella verità e nella giustizia. Non è misericordia far finta che il male non sia male e lasciar correre. È vera misericordia aiutare tutti, nei modi più diversi come il buon cuore e la fantasia suggeriscono, a lasciare il male e scegliere il bene, ad abbandonare il proprio capriccio e la propria trasgressione, per una vita che abbia senso e rende questo mondo più abitabile. O Dio, tu ami tutti, hai compassione di tutti, aspetti che ciascuno si penta dei propri peccati. Grazie Gesù, nostro Dio, nostro salvatore!
Nicola Fiscante, sacerdote redentorista, San Sperate
XXXI Domenica (Anno liturgico C). CAMBIARE IN MEGLIO IL NOSTRO VIVERE …
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