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Thu, Apr

XXIII Domenica (anno liturgico A) Siamo corresponsabili …

Il Vangelo della Domenica
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 Se ci si ama non solo non si fa del male a nessuno, ma, volendo bene e volendo il bene di ciascuno e di tutti, si agisce di conseguenza e con fantasia. Qualche esempio per una ulteriore chiarificazione. Papà e mamma al bambino non ancora in grado di intendere e di volere forniscono tutto ciò che gli necessita per il suo sano e integrale sviluppo, evitandogli quanto possa nuocergli. In pedagogia si insegna che nell’infanzia e nell’adolescenza da forme alquanto impositive, pensiamo ai vaccini e alla scuola d’obbligo, si passa a forme sempre più persuasive allorché si è in grado di fare scelte libere e responsabili. Agli adulti il bene va proposto, non imposto; l’agire di Dio ci è di esempio.  “Ti dico queste parole, i 10 Comandamenti, perché tu viva a lungo e sia felice”, diceva Mosè al popolo in nome di Dio.                                     E Gesù ai discepoli: “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”.                                                     

Richiamare chi sbaglia …

Anche verso chi sta sbagliando si deve agire alla stessa maniera. Raccomanda Gesù: “Se il tuo fratello commetterà una colpa …, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se non ti ascolterà prendi con te qualche altra persona e ammoniscilo perché si ravveda. Se non ascolterà, dillo alla comunità…”. (Matteo 18,15 Precisava già il profeta Ezechiele: “Se uno muore per le sue malefatte, e tu non l’hai avvertito, della sua morte ti sarà chiesto conto; se l’hai avvertito, e lui, continuando per la sua strada errata, per sua colpa va a finir male, tu ti salverai, avendo fatto quanto era in tuo potere; se poi il tuo fratello ritornasse sulla retta via, quale gioia grande per lui e per te!  Papa Francesco nel recente passato lamentava: “Certi cristiani nei confronti di chi agisce male continuano a parlare in maniera vellutata per non offendere nessuno; e tutto continua come prima. Questi sono cristiani da salotto; il Vangelo insegna diversamente.”  “Se uno sbaglia, correggilo…; se si pente, perdonalo”.  (Luca 17,3)     Fino scorso negli Istituti religiosi vigeva la figura dell’ammonitore

In conclusione

L’amore non può lasciarci indifferenti di fronte alle vicende del mondo; per costruire una società davvero umana ogni uomo ha il dovere di aiutare il proprio fratello nelle forme più diverse; il cristiano deve farlo a maggior ragione in prospettiva anche di una eternità. Siamo figli di un Dio che ha tanto amato il mondo da mandare il suo Figlio per salvarci; siamo discepoli di Gesù che per nostro amore sappiamo cosa ha fatto e come lo ha fatto. Abbiamo da ripeterci le parole di Gesù: “Va’, e anche tu fa’ lo stesso”.

Nicola Fiscante, sacerdote Redentorista, San Sperate,