E’sotto gli occhi di tutti una situazione mondiale poco entusiasmante, e qualcosa bisogna pur fare perché le cose migliorino. Più di qualcuno vorrebbe che noi sacerdoti tornassimo ai modi del Savonarola, ai richiami forti. Per alcuni misfatti in varie parti del mondo si è fatto ricorso alla pena di morte; ma si è constatato che tale condanna non ha favorito una minore delinquenza. Dio, “perché tu viva, viva a lungo e sia felice” aveva indicato i 10 Comandamenti; Gesù i 10 Comandamenti li riduce a due: “Ama Dio” e ”ama il prossimo”; da quei due scaturiscono tutti gli altri. L’apostolo Paolo esortava i Tessalonicesi a “non lasciarsi turbare da coloro che vivono in continua agitazione”, e di “mangiare il proprio pane, lavorando in pace”. Sant’Agostino scriveva:”Ama, e fa’ ciò che vuoi”; perché se si ama, si fa’ solo bene a se stessi e agli altri. Il filosofo Kant affermava che la legge morale, “fare il bene – non fare il male”, è iscritta nel cuore di ogni essere umano, ed è un imperativo categorico per tutti . In pedagogia si insegna che, nella crescita dell’individuo, da forme alquanto impositive si passa a forme sempre più persuasive, esponendo le ragioni, le motivazioni di un certo modo di agire; occorre insomma far comprendere che agire bene è vantaggioso per il singolo e per la collettività. Sant’Alfonso De’ Liguori, fondatore dei Redentoristi, Vescovo e Dottore della Chiesa, raccomandava ai Missionari che predicassero l’amore e non la paura, perché l’amore converte al bene, mentre la paura passa presto. Il grande pensatore Pascal riteneva che agire bene conviene in ogni modo, anche se tutto dovesse finire con la nostra morte. Risulta più che evidente dunque la necessità di agire bene; eppure ci sono troppe persone che agiscono male, e stiamo male tutti! Gesù con la sua morte e risurrezione, ci ha rivelato che, per nostra somma fortuna, la vita non finisce il Venerdì Santo, ma continua in ben altro modo dal mattino di Pasqua. “Chi avrà operato bene, e chi avrà agito male senza ravvedimento, non finiranno allo stesso modo, l’uno accanto all’altro, come se nulla fosse stato”, scrive Dostoevskij. Il profeta Malachia preannunciava: “I superbi e coloro che commettono ingiustizia bruceranno come paglia; per gli operatori di bene invece sorgerà il sole di giustizia”. Gesù dirà: “Ci sarà pienezza di vita per gli uni, e pianto e stridor di denti per gli altri”. C’è il Paradiso insomma, e c’è l’Inferno. Il papa Giovanni Paolo II prima, e papa Francesco poi, agli uomini della Mafia e della Camorra, e a tutti gli operatori di iniquità, hanno gridato: “Ricordatelo, un giorno ci sarà il giudizio di Dio!”. ”Quando poi verrà quel giorno, lo sa soltanto Dio, ma voi state sempre pronti”, esorta Gesù. Sia così per tutti, per una felicità piena e duratura, come abbiamo pregato all’inizio della celebrazione ! AMEN !
P. Nicola Fiscante, Redentorista