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Thu, Apr

XXXII Domenica ( anno liturgico A). L’essere saggi o stolti

Il Vangelo della Domenica
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Ci balza subito alla mente il costruire la propria vita sulla roccia o sulla sabbia; cioè riempire di contenuti validi la nostra esistenza, o sciuparla con mille fatuità. E’ da persona saggia fondare la propria vita sull’ascolto e la pratica della Parola di Dio; è da stolti ascoltarla e non metterla in pratica, o peggio ancora non ascoltarla affatto. Non è saggio riempire la propria vita di parole senza far seguire i fatti da meritarsi il: dicono e non fanno; parlano bene e razzolano male. Non è da saggi separare preghiera e vita: credono di essere graditi a Dio a forza di parole, ma il loro cuore è lontano da Dio. IL non vi conosco detto alle 5 vergini stolte, è il non vi ho mai conosciuti detto a quelli che non hanno amato il prossimo, che non hanno dato aiuto a chi era in necessità, del capitolo 25 del Vangelo di S. Matteo.
Vegliare, vigilare
Ci portiamo col pensiero al tempo di Noè allorché gli uomini si immergevano a tal punto nel quotidiano da dimenticare la caducità della vita, di doman non c’è certezza. Vigilare è amministrare saggiamente i beni che abbiamo: salute, famiglia, lavoro, amicizia, fede. Necessita collocare i valori nella retta gerarchia; la vita non è solo lavoro, né solo svago, né solo salute, né è sufficiente l’affetto di un familiare e di un amico . La vicenda di Giobbe fa al nostro caso; quel povero uomo in breve tempo fu privato di tutti i suoi beni. I valori appena elencati sono di certo valori importantissimi, ma pur sempre relativi, che prima o poi potrebbero mancarci; se li avessimo considerati valori assoluti, prima o poi rimarremmo degli infelici. Stolto,questa notte morirai; a che è servita la tua vita e di chi sarà tutto ciò che lasci?
Non vivere come quelli che non hanno speranza
Gesù è morto ed è risorto! Sarà così di tutti noi. Se siamo vissuti operando bene, vivremo con e come Gesù risorto, per una eternità beata, senza più alcun male e con quanto di bello abbiamo appena assaporato nella nostra esistenza terrena; vivendo diversamente, si risorgerà per una eternità infelice. C’è quindi una bella differenza dall’essere saggi o stolti, dall’aver conosciuto o meno Gesù già su questa terra. Facciamone tesoro e ringraziamo il Signore. A M E N !

Padre Nicola, sacerdote redentorista