Nelle tenebre si è accesa una luce, tra tanto parlare vano si è levata una voce di speranza: il Signore viene! La notizia è così bella che il messaggero viene addirittura scambiato per l’annunciato. Giovanni Battista non è la luce, non è il Messia, è solo l’amico dello sposo. Con mente e cuore, con le parole e con la vita dobbiamo disporci a riconoscere Gesù, accoglierlo e annunciarlo agli altri.
L’umanità ha fatto naufragio, ma Dio, che ci aveva creato così bene, inviandoci il suo Figlio, ce lo presenta come modello e capace di fare nuove tutte le cose.
L’apostolo Paolo, che nella sua vita ne ha visto, ne ha fatto e subito di tutti i colori, da persecutore dei cristiani, per grazia di Dio è divenuto l’apostolo di Cristo per le genti e ci dice di avere un rapporto di profonda amicizia col Signore: In ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti.
La nostra vita con l’aiuto del Signore può cambiare in meglio; ci distingueremo per amabilità e pace di cui si ha tanto bisogno.
Non solo non maltratteremo nessuno, ma faremo in modo che cessi la odierna disparità tra i cittadini in Italia e nel mondo, si eliminino le disuguaglianze che gridano al cospetto di Dio e di ogni uomo che ha un po’ di coscienza.
L’invito quindi ad essere lieti, non proviene da persone lontane dai problemi della vita; tutt’altro! Le cose nel mondo non vanno bene, ma non ci si può arrendere; ci è di esempio e di coraggio Dio che, facendosi uomo, ha voluto ricreare l’umanità; abbiamo dei testimoni nei santi e in tanti uomini e donne che con onestà, laboriosità e professionalità hanno fatto progredire il mondo.
Con serenità e fiducia eleviamo la nostra preghiera:
O Dio, fonte della vita e della gioia, rinnovaci con la potenza del tuo Spirito, perche, vivendo secondo il tuo insegnamento, portiamo a tutti il lieto annuncio di Gesù Salvatore. Amen.
Padre Nicola, sacerdote redentorista
III Domenica di Avvento (anno liturgico C), Si può essere lieti … ?!
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