In un mondo in cui si abbondava di parole e per essere creduti si pretendeva il giuramento, Gesù vuole che si dica sì quando è sì e no quando è no, senza ingannare nessuno, non giurando affatto né per il Cielo, né per la terra. Lui ha detto sempre la verità, anzi ha detto di essere la verità; è nato per servirla. Gesù ha messo in guardia la gente da chi dice e non fa. Lui fece ed insegnò; e diceva: se non volete credere alle mie parole, credete alle opere che io faccio, sono esse a rivelare chi sono io. Gli uomini guardano all’apparenza, Dio guarda al cuore; non chi dice: Signore, Signore, ma chi fa la volontà di Dio sarà beato ora e per l’eternità. Pietro, il pescatore di Galilea, afferma: Mi sto rendendo conto che Dio non fa preferenza di persone ma chiunque pratica la giustizia è a lui gradito. Aggiungiamo: costui è gradito anche a noi. Questo ha appreso l’apostolo alla scuola di Gesù che sarà anche giudice dei vivi e dei morti. Nella società dell’immagine troppo spesso si bada più alla cornice che al quadro, più al contenitore che al contenuto, un’opera giudicata importante per la firma dell’autore più che per il suo valore intrinseco. Il profeta Michea insegna diversamente: Betlemme, un villaggio sconosciuto della Giudea, vedrà nascere il Dio fatto uomo e sarà ricordata nei secoli. Da Nazaret, cittadina malfamata, partirà Gesù che con la sua vita e la sua parola illuminerà il mondo intero. Veniamo a conoscenza di situazioni spiacevoli, a volte drammatiche, da farci esclamare: ma quelle persone non avevano un cuore nel petto da arrivare a tanto ?! Gesù ha avuto compassione di folle sfinite e senza speranza alla stregua di un gregge senza pastore; ha guarito degli ammalati, ha pianto per l’amico Lazzaro morto, ha benedetto Dio quando incontrava uomini aperti alla verità, invitava ad ammirare la bellezza dei gigli del campo o i campi di grano biondeggianti per la mietitura, ha pianto per Gerusalemme prevedendo la sua distruzione, ha perdonato i peccatori, ha assicurato il Paradiso ad un crocifisso che aveva riconosciuto le sue malefatte. Dovremmo dire ancora tanto di Gesù, ma ci è sufficiente quanto abbiamo ricordato per comprendere perché l’incontro con Lui suscita tanta gioia; esultarono Giovanni Battista ancora nel grembo materno, Elisabetta, la Madonna Santissima; esulteranno alla sua nascita gli Angeli, i pastori, il vecchio Simeone e quanti attendevano un mondo diverso, migliore. A ragione oggi ci sentiamo di esultare anche noi e benediciamo il Signore. Amen.
Padre Nicola, sacerdote redentorista
IV Domenica di Avvento (anno liturgico C). Perché l’incontro con Gesù suscita gioia
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